• en

Pozzo Largo Amba Aradam: gli scavi archeologici in corso

Il pozzo di compensation grouting in corso di realizzazione in Largo Amba Aradam, finalizzato alla salvaguardia delle Mura Aureliane nel punto interessato dal passaggio sotterraneo della TBM, è stato scavato stratigraficamente fino alla profondità di circa 10 m dal piano di calpestio moderno.

Lo scavo, iniziato nel dicembre 2016 e tuttora in corso, ha messo in luce la stratigrafia contemporanea, moderna, altomedievale e tardoantica, fino alla quota di impianto di un edificio di età traianea (fine I-inizi II d.C.), di cui sono stati rinvenuti tre ambienti. L’edificio, che sicuramente prosegue oltre le paratie del pozzo in ogni direzione, ha subito rimaneggiamenti importanti in età adrianea (prima metà del II d.C.) e successive, fino al III secolo d.C., quando, probabilmente attorno alla metà del secolo, è stato interessato da un violento incendio che ne ha causato il crollo. Nell’ambiente 1, al di sotto degli strati di interro, sono infatti stati esposti i crolli del solaio ligneo che separava il piano terra da primo piano, ben conservati anche se carbonizzati, frammisti sia a porzioni del pavimento a mosaico sovrastante il solaio sia ai frammenti di intonaco e camera a canne costitutivi il soffitto del piano terra.

Trave portante e tavola del solaio ligneo

Sulla possibile causa scatenante dell’incendio sta attualmente lavorando l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, per la verifica dell’ipotesi sismica, cui rimandano importanti lesioni angolari delle murature, elementi “espulsi” delle stesse e anche la rotazione delle pile di mattoni quadrati (bessali) che reggono la intercapedine al di sotto dell’ambiente 2.

Gli ambienti, progressivamente defunzionalizzati come risulta evidente dalla presenza di animali domestici (cane, volatili) e da lacune non restaurate nel pavimento a mosaico dell’ambiente 1, vivono fino al momento dell’incendio, e soltanto l’ambiente 2 viene rimesso in uso  dopo l’evento. La rasatura intenzionale e l’interro degli ambienti vede poi una ulteriore attività in epoca tardoantica, quando vi vengono deposti 13 inumati, parte di un più esteso nucleo cimiteriale forse connesso ad un complesso ecclesiastico situato nelle vicinanze.

Il solaio ligneo in crollo; riprese con laser scanner

L’interesse del ritrovamento, oltre al fatto che solai lignei antichi a Roma non risultano essersi mai conservati e che il nostro, così ricco di elementi, sembra seguire fedelmente la descrizione vitruviana (travi, travetti, tavolato superiore, pavimento a mosaico e, al di sotto, camera a canne e intonaco) risiede nella sua possibile interpretazione.

L’ipotesi attuale vede questi ambienti come pertinenti al complesso militare (caserma) recentemente messo in luce appena al di fuori (e non lontano) dalle Mura Aureliane (Via Ipponio), cui rimandano sia la tecnica edilizia in opera mista, sia i bolli laterizi della fase adrianea, sia le quote pavimentali e quella di rasatura intenzionale delle murature, sia l’ampiezza dei vani (circa m 4 x 4), oltre che particolarità tecniche come le fondazioni con paramento a faccia a vista.

Gli ambienti di Largo Amba Aradam, di cui uno (ambiente 2) comprensivo di un sistema di riscaldamento a pavimento (suspensurae) possono costituire vani di rappresentanza della caserma o anche ambienti termali. Nel caso l’ipotesi dovesse risultare corretta, si tratterebbe di una caserma suburbana di grandi dimensioni, con edifici multipli, peraltro ignota alle fonti antiche.

La caserma ben si innesta nella sequenza di edifici militari di questa parte della città, dalla sommità del Celio (Statio dei vigili al di sotto della Chiesa di S. Maria in Domnica, Castra Peregrina al di sotto della Chiesa di S. Stefano Rotondo) fino all’area laterana (Castra Priora Equitum Singularium presso Via Tasso, Castra Nova Equitum Singularium al di sotto della Basilica di S. Giovanni in Laterano), un vero quartiere militare posto nei pressi di due fondamentali arterie stradali, la Via Appia e la Via Tuscolana.

Simona Morretta, Funzionario archeologo responsabile scientifico dello scavo. Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Le società di Metro C s.c.p.a